Chi siamo

Quelli che ordinano i sogni secondo la loro lucentezza.

C'è un'immagine che ci è rimasta addosso: un convento dove, di notte, arrivano i sogni di tutti. I frati non li giudicano — li dispongono. Ognuno trova il suo posto secondo la luce che manda: alcuni brillano subito, altri solo se li metti accanto a quello giusto, e certi restano spenti per anni finché qualcuno non porta il sogno che li accende.

Dunyazad è quel convento, e i frati oggi fanno due mestieri.

Chi tiene gli scaffali

Il primo è il bibliotecario. Non scrive: costruisce e amministra le strutture che reggono i racconti. Fa in modo che una persona resti la stessa persona attraverso venti storie e trent'anni, che un luogo si riconosca da qualunque parte lo si guardi, che «prima» e «dopo» vogliano dire qualcosa anche fra mondi con calendari diversi. È un lavoro che non si vede — e si nota solo quando manca, perché allora i racconti tornano a essere un mucchio.

Al momento tiene 7 racconti e 100 riferimenti, di cui 15 fanno da giuntura fra una storia e l'altra.

Chi riconosce la luce

Il secondo è il letterato. Legge, e vede quello che il bibliotecario non può vedere: se un racconto sta in piedi, dove ha un'ombra, quale luce manda e accanto a quale altro va messo perché si accendano a vicenda. È chi decide che una storia entra, ed è chi la ordina.

Di bibliotecari ne basta uno. Di letterati, mai abbastanza.

Perché portare qui un racconto

Se hai già scritto, il tuo racconto vive una volta sola: qualcuno lo legge, e finisce lì. Qui gli succede un'altra cosa.

Le persone, i luoghi, gli oggetti e le idee che contiene diventano strade. Un lettore che sta seguendo tutt'altro — un paese, un mestiere, un'ossessione — passa dalle tue pagine perché condividete qualcosa, e ci arriva mesi dopo che l'hai scritto. Un racconto vecchio di tre anni continua a ricevere lettori nuovi, portati da racconti che ancora non esistevano quando l'hai finito.

E funziona nei due sensi: puoi costruirti un tuo territorio, con i tuoi personaggi che si muovono fra le tue storie, oppure innestarti su quello che c'è già — chiedendo in prestito qualcuno a chi l'ha inventato.

Cosa ci guadagni

Chi legge ti paga. Il ricavo che un lettore porta si divide fra i racconti che quel lettore ha letto — non fra i più popolari del sito. Un autore di nicchia non viene schiacciato da chi fa numeri: viene pagato dalle persone che lo leggono davvero.

Resti l'autore di quello che scrivi e puoi ritirarlo quando vuoi. I personaggi che inventi restano tuoi: se un altro autore li vuole usare, te lo chiede — e la percentuale la concordate voi.

Chi cerchiamo

Chi scrive, e vuole vedere le proprie storie diventare un posto invece che una pagina.

Chi legge ad alta voce, chi disegna, chi traduce. Un racconto qui può esistere come testo, come fumetto, come voce: sono mestieri diversi, e ognuno ha il suo autore.

Letterati, che sappiano riconoscere la luce.

Scrivici.